La notizia di un giovane talento che lascia di stucco i mercati e i social è sempre una piccola democrazia del calcio: chi urla più forte ha ragione, chi resta silenzioso ha una strategia. In questo caso è Futuro Stankovic, centrocampista serbo classe 2004, tornato dall’expected productive period del Club Brugge e già accompagnato da una fiducia che non è solo un buon augurio sul taccuino del dirigente. Ha scelto lInter e ha rifiutato le sirene della Premier League, bramose di visibilità immediata da Brentford e Tottenham. Non è una bella storia, è una dichiarazione d’identità: una promessa che preferisce l’allenamento quotidiano alla cornice luccicante dell’alta velocità, un po’ come scegliere di mangiare una frittella casalinga piuttosto che un gelato al neon. E, in un mondo dove i riflettori sono più contagiosi del raffreddore, questa scelta suona quasi rivoluzionaria: restare dove si sente di appartenere, non dove si crede di dover essere notato.

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