Non era una serata come tutte le altre: era una di quelle occasioni in cui Milano sembra premere un tasto di scena tenuto chiuso nel cassetto accanto al biglietto della partita. L’Arena Civica, di solito teatro di allenamenti che finiscono con applausi discreti e firme sul carnet degli sponsor, ha deciso per una notte di diventare un palcoscenico. L’Inter è entrata in scena con la sua troupe, i Legends al seguito, e una folla di tifosi che non aveva bisogno di un autografo per riconoscere il proprio entusiasmo: bastava una voce, una canzone, un pallone che non sentiva la distanza tra città e club. In un’epoca in cui la realtà si confonde con i social e gli spalti diventano set, questa serata ha avuto la sensazione di essere stata scritta prima che cominciasse il riscaldamento.

Il palcoscenico improvvisato dell’Inter

La seduta di allenamento a porte aperte ha trasformato in pochi minuti il prato artificiale in un tappeto rosso dove l’ordine delle uscite veniva deciso dal ritmo delle telefonate agli amici e dall’eco delle risate delle Legends. Beppe Marotta ha preso parola davanti a una marea di tifosi che cantava come se fosse la stagione preferita, quella in cui la squadra di casa fa più notizia delle top model e dei gossip. Il presidente ha ringraziato lo staff, i giocatori e la

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