Nel taccuino rumoroso di una stagione che sembra volare a corto di fiato, la notizia arriva come una freccia fredda: Calhanoglu è di nuovo alle prese con un infortunio al polpaccio. La parola-sospensione, che in tempi ordinarî suona come un semplice brutto momento, qui assume i contorni di un evento che potrebbe scrivere un intero capitolo diverso nelle pagine della stagione. Dopo il guaio di gennaio, quando la marcia si fece lenta e il giocatore mancò un mese di partita, la speranza era tornata a crescere come una giovane erba sotto le luci fredde dello stadio. Ma ieri, contro il Torino, il corpo ha ricordato la sua fragilità: in panchina tutto il tempo, fuori gioco non per scelta ma per una nuova tensione al polpaccio.








