Se c’è una cosa che non manca nel calcio moderno, è la capacità di trasformare una frase letta sul giornale in una stand-up story su quanto i conti possano dettare i sogni. E in questa settimana, tra una pagina di cronaca e una conference call con la sede di Milano, l’Inter e Nico Paz hanno iniziato a recitare un copione che, ironia della sorte, potrebbe avere più varianti di una formazione titolare. Paz, fantasista argentino attualmente al Como ma di proprietà del Real Madrid, è diventato il simbolo di una trattativa che sembra destinata a cambiare non solo la griglia delle punte, ma anche l’assetto mentale della dirigenza. Il club nerazzurro, che per contare i soldi ha inventato persino una cartella chiamata Palestra (sì, lo spirito del portafoglio non va in vacanza), sembra aver trovato la ricetta per trasformare un potenziale acquisto in una filosofia di squadra. In Italia, questa è una di quelle storie che si raccontano al bar tra chiacchiere e cospirazioni di conti pubblici: la differenza è che qui si è davvero in ballo qualcosa di concreto, o almeno così dicono le fonti vicine al club.

La scena: Inter, Paz e un tridente di conti

La prima scena è quella di una trattativa che sembra saper ridere in faccia all’impossibile. Da una parte c’è l’Inter, con la sua tessitura di dirigenti che parlano di bilanci come se fossero linee di pressing:

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