Lì doveva essere una stagione da ricordare e invece l’eco dei portieri che se ne vanno è stato l’unico leitmotiv che ha accompagnato l’Inter di questa campagna: Yann Sommer saluta, l’aria milanese resta impregnata di rumorose promesse, e in sala riunioni si cuenta la possibilità di una porta che faccia meno rumore di una sirena da allarme antinfortunistico. L’accordo non è ancora scritto a caratteri cubitali, ma la notizia è talmente piena di sé da sembrar una conferenza stampa improvvisata tra un club che non vuole snaturarsi e un mercato che pretende di essere sempre più razionale, quasi avesse imparato a leggere i grafici con la stessa destrezza con cui si impara a mantenere la porta inviolata. E se da una parte c’è la nostalgia di un

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