Non è esattamente un romanzo di formazione, ma se la saga di Benjamin Pavard ci insegna qualcosa, è che nel calcio moderno non servono eroi ma contratti che si spostano come pezzi su una scacchiera ancora fredda di gennaio: una stagione finita qui, una stagione che comincerà lì, un messaggio social che lascia una domanda sulle labbra di ogni tifoso: cosa resta di una figura che entra in punta di piedi e sembra già pronta per l’uscita di scena? L’esercizio della comprensione del mercato si è trasformato, nell’atelier mercato-nero-azzurro, in una commedia all’italiana in cui le parole chiave sembrano essere

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