Una notizia che arriva come un tam-tam ironico tra i pali della società
La notizia è arrivata come un colpo di mercato annunciato dal digitale, con la stessa calma ritrovata di chi legge la lista degli orari dei pullman scolastici: Yann Sommer ha detto di no al Basilea, preferendo restare nell’arena internazionale. L’attesa è stata alimentata da una robusta dose di retroscena, smentite ufficiali e dichiarazioni che sembrano scritte da un esperto di PR per una sitcom sportiva. Il mondo parallelo del calcio, quello in cui si sogna di diventare un custode delle porte tra le luci dei grandi stadi, ha accolto la notizia con un misto di ammirazione e ironia: chi avrebbe immaginato che la cartellina invisibile del mercato avesse, finalmente, trovato un filo conduttore che non fosse solo la tentazione di un ritorno a casa?
Il Basilea tenta di riaprirsi la porta, ma Sommer porta la chiave della riservatezza
Il Basilea, guidato dall’allenatore Stephan Lichtsteiner, ha tentato una mossa che sa di gioco di cavalli di ritorno: riportare Sommer in patria, magari per liberarsi da una contrattualistica non particolarmente generosa e, perché no, per offrire al pubblico una favola di coro baselese. Ma la risposta del portiere è stata la più chiara possibile: no, grazie. Non intende abbassare il livello competitivo solo perché la fotografia di squadra dice








