Nel grande teatro del mercato estivo, dove ogni dichiarazione è una musica in do maggiore e ogni cifra è una nota stonata pronta a sfumare, l’Inter sembra aver trovato il proprio copione: un difensore esterno pronto a dare sprint e profondità, ma con la stessa probabilità di finire in archivio se la trattativa si inceppa tra le mani di un presidente che conta i soldi come se fossero biglietti della lotteria. Il giocatore scelto è Marco Palestra, una figura che, se non fosse reale, meriterebbe una fiction a puntate dedicate al manuale del salto di qualità. E poco importa se a Bergamo si controlla ogni rischio con la stessa serenità con cui si controlla la temperatura di una bottiglia di vino biologico: l’Inter ha già deciso di provarci, con una determinazione che pare più da venditore di auto usate che da club che si rispetti.

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